VIA LIBERA ALL’ESECUZIONE NEGLI STATI UE DELLE DECISIONI RESE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI

Il 10 gennaio 2015 è entrato in vigore il Regolamento UE n. 1215/2012, denominato “Bruxelles I bis”, che sostituisce il Regolamento CE/44/2001 relativo alla competenza giurisdizionale, al riconoscimento ed all’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale negli Stati membri dell’Unione europea (UE).

La principale innovazione introdotta dal predetto regolamento riguarda l’esecuzione delle decisioni emesse dall’autorità giurisdizionale di uno Stato membro che saranno oggi “trattate” come se fossero state pronunciate nello Stato membro nel quale devono essere eseguite.

Tale nuovo strumento comunitario ha cioè abolito l’exequatur, ossia la procedura prevista dal Regolamento CE n. 44/2001 per rendere esecutive dette decisioni anche negli altri Stati membri, che prevedeva che, ai fini dell’esecuzione, l’autorità giudiziaria dello Stato membro di destinazione concedesse preventivamente la dichiarazione di esecutorietà nel territorio di tale Stato.

L’art. 38, comma 1, del predetto Reg. n. 44/2001 prevedeva, infatti, che «Le decisioni rese in uno Stato contraente e ivi esecutive sono eseguite in un altro Stato contraente dopo essere state ivi dichiarate esecutive su istanza della parte interessata».

L’art. 39 del nuovo testo stabilisce, invece, che “la decisione emessa in uno Stato membro che è esecutiva in tale Stato membro è altresì esecutiva negli altri Stati membri senza che sia richiesta una dichiarazione di esecutività”.

Ciò significa che anche le decisioni che siano state ottenute dal creditore senza avvalersi degli strumenti di recupero credito “comunitari” (ossia, “la procedura di ingiunzione di pagamento europea” prevista dal Reg. CE n. 1896/2006 ovvero il “procedimento europeo per le controversie di modesta entità” regolato dal Reg. CE n. 861/2007) nonché, ancora, quelle relative a crediti che siano stati “contestati” dal debitore (per i quali non può trovare applicazione il “titolo esecutivo europeo” previsto, sempre a livello comunitario, dal Reg. CE n. 805/2004 per i soli crediti non contestati), potranno oggi immediatamente ed automaticamente valere quale titolo esecutivo in tutti gli altri Stati membri, senza che sia appunto necessario ricorrere preventivamente al procedimento di exequatur.

Da un punto di vista pratico, grazie a tale nuovo strumento comunitario, sarà pertanto possibile procedere all’esecuzione delle sentenze rese dal Giudice, per esempio italiano o francese, in tutti gli altri Stati membri dell’Unione Europea, semplicemente notificando alla parte contro la quale l’esecuzione deve essere iniziata la decisione giudiziale ottenuta nel proprio Stato membro.

La sola condizione richiesta ai fini dell’esecuzione è, infatti, che il richiedente dimostri l’esecutività di detta decisione secondo la legge del proprio Stato membro.

A tal fine, l’art. 42 del Regolamento stabilisce che esso fornisca all’autorità incaricata dell’esecuzione nello Stato richiesto, oltre ad “una copia della decisione che soddisfi le condizioni necessarie per stabilirne l’autenticità”, anche “l’attestato rilasciato ai sensi dell’art. 53 che certifica l’esecutività della decisione” nello Stato membro di origine.

Si tratta quindi di un’importante innovazione che conferma la volontà del legislatore comunitario di agevolare la circolazione delle sentenze all’interno della Comunità Europea al fine di ridurre i tempi ed i costi della loro esecuzione.